Happiness.

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E per l’ennesima volta mi sono lasciata spezzare il cuore. Silenziosamente, senza fare troppo rumore. Non ho nemmeno sentito “crack”, ho soltanto visto i pezzi, le briciole, ai miei piedi.
E per l’ennesima volta raccolgo i cocci, li rimetto insieme come un puzzle difettoso, e li riattacco con lo scotch.

Per giorni non ha fatto altro che piovere, fuori e dentro di me. La pioggia mi è entrata dentro, si è insinuata nelle mie ossa e nei tessuti, si è impadronita del mio corpo, e del mio cervello. Mi ha resa apatica, ansiosa, e decisamente incapace di agire.
Poi è tornato il sole. Si è portato via la pioggia, e si è portato via anche te e ora che tu sei di nuovo a una ragionevole distanza da me, finalmente posso tornare a respirare.
Il cielo è azzurro oggi, brillante, e il sole quasi scalda. Allora un po’ sorrido, e li lascio entrare dentro di me. Lascio spazio all’azzurro e alla luce, alla luminosità e ai bei pensieri.

Penso che dopotutto questa è l‘ultima volta e non starò più male per te. In realtà so che non è così, so che per qualche strano motivo (che conosco benissimo) una parte di me sarà sempre debole e mi sento un po’ morire dentro.
Si dice che la consapevolezza sia il primo passo per tornare sulla retta via, ma secondo me (per lo meno nel mio caso) la consapevolezza non fa che rendere tutto più amaro e doloroso. Amaro, perché sono perfettamente consapevole di sbagliare. Ma non riesco a farne a meno. Non posso. E tu lo sai, e ne agisci a tuo vantaggio. 

Ma non importa, perché oggi il sole mi aiuta a pensare positivo.
Happiness is a way of life.
E io scelgo di essere felice. Scelgo di stare con le persone a cui voglio bene. Scelgo di circondarmi di affetti, di sorrisi e di bei pensieri. Scelgo di viaggiare e di divertirmi. Scelgo di fotografare perché mi piace. Di cantare anche se sono stonata e di ballare anche se penso di non esserne capace. Scelgo quelle persone che mi fanno stare bene. Le amiche con cui parlo per ore. Gli amici che in qualche modo si sforzano sempre di capirmi. Il ragazzo che poi mi lascia con il sorriso per il resto della giornata.

Io non ho la minima idea di che cosa sia la felicità, ma forse non lo sa nessuno. Dopotutto la felicità è un viaggio personale, e ognuno ha una destinazione diversa. Se oggi mi chiedessero se sono felice, non so se sarei in grado di rispondere. Vedo la mia vita plasmarsi piano piano e lentamente prendere una forma più decisa. Ci sono persone che si sono allontanate e altre che ne sono entrate a sorpresa. Ci sono persone che stanno diventando ogni giorno più importanti, e altri la c

ui importanza è marginale.
Ho dovuto imparare a scremare tutto ciò che mi circondava, ed è stato difficile e doloroso. Quando sono partita per la Germania, è stato come togliermi un cappotto pesantissimo, fatto di tutto ciò che mi si era appiccicato addosso.
Ora so che per essere felici bisogna imparare a contare su di sé. A essere felici da soli, prima che con gli altri.
Non so se sono felice, ma so che sto sorridendo, e mi piace sorridere. Mi piace da matti. E allora vaffanculo al resto, vaffanculo a quello (a chi) che mi fa star male e basta. Voglio star bene senza pensare troppo alle conseguenze, senza preoccuparmi di cosa farò domani o di cosa succederà.
Happiness is the truth.

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