Illusioni, eccetera.

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Ogni sera mi prefisso di andare a letto presto, o quanto meno a un’ora decente. Invece, ogni benedetta sera non riesco ad addormentarmi prima delle 2. E a dormire più di tre ore consecutive.

Credo che sia inesorabilmente colpa della maledettissima tesi: mi ha tenuta sveglia talmente tanto, che il mio corpo si è abituato. CORPO DISABITUATI. Eccheccazzo.

Comunque, visto che non ho nulla di meglio da fare all’una meno un quarto (e tra l’altro San Remo continua imperterrito a tediarmi), mi sono chiesta perché faccio delle cose sapendo già a quali conseguenze mi porteranno. Ovviamente, nel 99.9% dei casi sono conseguenze negative (almeno per me). Beh ovvio, ti pare che possa essere diversamente?

Per esempio, oggi sono stata incollata all’Iphone tutto il giorno, aspettando una tua chiamata. Ma io sapevo già che non mi avresti chiamata, perché ormai conosco il valore delle tue promesse e conoscevo già l’esito di quella fatidica frase “ti chiamo prima di partire, promesso..non preoccuparti”. Eppure sai che mi preoccupo, perché non sentirti per due settimane mi angoscia, soprattutto sapendo dove sarai. Eppure sapevo anche che non avresti chiamato.
Ma ho aspettato comunque. Fedele, come sempre.

Rincoglionita che non sono altro.

Poi mi chiedo, maperchécavololofaccio? (scriverlo attaccato fa più figo) Eh non lo so. Non lo so, veramente. Probabilmente perché sono masochista nell’animo. (No, sono solo scema).

Eppure succede un po’ a tutti, almeno una volta. (Vi prego, qualcuno mi dica che è così!)
Forse perché l’illusione è una dolce culla. Insomma, ammettiamolo: è sempre meglio dell’amara consapevolezza che qualcosa non accadrà come noi desideriamo. Anche se nel profondo già lo sappiamo, è bello per un po’ far finta di non sapere niente, aspettare che accada, pensando davvero che magari accadrà.
Dopotutto lo diceva anche George Clooney.
IMMAGINA, PUOI!
Beh, caro George, sarai anche figo ma immagina, puoi! proprio un cazzo. 
E’ che la mia felicità dipende da troppe cose e da troppe persone. E per quanto io possa intensamente immaginarlo, non posso costringere le persone a fare ciò che io desidero (oh, quanto mi piacerebbe!), quindi, la questione è una soltanto. Per essere felice, dovrei contare solo su me stessa, ma questa probabilmente è una lezione che non imparerò mai fino in fondo.

Dai, diciamolo, finiamo in bellezza.
La prossima volta non mi illuderò e non mi aspetterò proprio niente.
Immensa cazzata. 

E quindi, buonanotte al secchio.

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