(s)parlare con cognizione di causa #1

FabioVolo

Prima di tutto, voglio precisare che ci sono un sacco di materie/ambiti in cui ho immense lacune (mal sopporto tutto ciò che ha a che fare con la fisica e la scienza, e non capisco un accidenti di economia e politica) ma la letteratura è uno dei campi in cui mi ritengo più ferrata.

Comunque, parlando con un amico mi è uscita una frase poco simpatica riguardo Fabio Volo, e lui (il mio amico..non Fabio Volo, lol) si è alterato.
Mi ha giustamente chiesto: “Ma tu…un suo libro l’hai mai letto??”
Punta sul vivo, ho dovuto ammettere che no, effettivamente non ho mai letto nulla di Fabio Volo. (In realtà ricordo molto vagamente una trentina di pagine di quel libro con la foto delle lucette in copertina alle superiori.)
Insomma, ne è nata una sorta di sfida.
Beh dopotutto è vero, per poter parlar male di qualcosa, bisogna conoscerla. Quindi, ho accettato e deciso di leggere un libro di Fabio Volo. Così dopo potrò insultarlo ancora di più con cognizione di causa.

Sono andata alla Mondadori con mia mamma oggi pomeriggio. Beh certo, avrei potuto farmelo prestare da qualcuno (anche se non sono sicura di conoscere qualcuno che legga Fabio Volo), ma ormai sono sicura di avere un animo auto-lesionista, quindi sono andata direttamente in negozio.
Ho deciso di prendere un titolo tra quelli della nuova ristampa Mondadori, quelli colorati per intenderci, perché non avevo intenzione di spendere più di 9€.

Iniziamo parlando dell’estetica. Non penso che sia lui a scegliere la copertina (o no? non ne ho idea), però mi sorge spontanea una domanda…perché?? Parliamone, quelle copertine a tinta unica (che colori poi) sono un pugno in un occhio. La ciliegina è il bordino delle pagine (sono sicura ci sia un termine tecnico) tinto dello stesso adorabile colore. Fa tanto piccoli brividi.
Ho scelto quello viola per due motivi: era il colore che mi faceva meno male agli occhi (ci fosse stato nero lo avrei preso sicuramente) e anche il più sottile. Ok che sono auto-lesionista, però ho deciso di scegliere il male minore!
A essere sincera, ho anche letto le trame, ma mi sembravano tutte uguali. 

Proprio di fianco, il nuovo libro di Grisham mi fissava e sembrava chiedermi disperato “cosa fai??”
Ho mandato mia mamma alla casa a pagare, io non ne ho avuto il coraggio.

In ogni caso, prima di cena sono riuscita a leggere solo una quindicina di righe, poi gli spaghetti al ragù mi hanno salvata.
Ho avuto giusto il tempo di notare un abuso di frasi brevi e spezzettate, punti e virgole. Mi ha ricordato un po’ lo stile di Saviano (scusa Robi, non volevo offenderti!), solo che nel suo caso è molto adatto, mentre nel caso di un racconto (di una storia, o di quello che è) ho l’impressione mi renda la lettura difficoltosa e a singhiozzo.

Ok, ora resta solo da vedere quanto tempo ci metterò a leggerlo.
Pace e amore a tutti.

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Un pensiero su “(s)parlare con cognizione di causa #1

  1. Trovo ammirevole l’impegno. Su, che Volo non è tanto male. La sua anima semplice a me risulta gradevole, magari perché la condivido, mancando anch’io di contenuti. Buona fortuna.

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