Mondi Interiori.

18Mar-13

Ho latitato parecchio.
D’altronde, per scrivere ho bisogno di determinate condizioni “ambientali” e psicologiche, che ultimamente sono mancate. Di idee ne ho spesso, quasi interi post scritti nel cervello, il problema poi è trovare la calma, il tempo (le condizioni, appunto) per trascriverli in parole frasi e testi. Avrei bisogno di uno di quei “cosi” che leggono i pensieri e scrivono direttamente – pigrizia portami via! -.

Il secondo motivo per cui ho latitato – quello valido – è che sono stata impegnata con un progetto per me molto importante.
Qualche mese fa ho deciso di partecipare a un concorso fotografico per cui scattare un massimo di 3 foto che rappresentassero liberamente il tema “Altrove“.
Le foto devono essere inedite quindi non posso (ancora) postarle, né descriverle.
Ovviamente, come al solito, l’idea “geniale” mi è arrivata a una settimana scarsa dalla scadenza. Matematico. Ho avuto mesi per pensare e preparare gli scatti, e alla fine mi sono ridotta all’ultimo e ho dovuto fare tutto in 3 giorni: io sono fatta così. Rendo meglio sotto stress (ahahahahahahah, no sono procrastinatrice!).

Questo concorso, comunque, è stato come un balsamo lenitivo. Non so se sia stato il concorso in sé, ma in questa settimana sono cambiate molte cose dentro di me.

Per la prima volta, ho realizzato un piccolo progetto. L’idea è arrivata inaspettata mentre pensavo a tutt’altro e si è manifestata in modo così violento da lasciarmi in mente un’immagine nitida e precisa. Essere in grado di realizzare qualcosa proprio come volevo è bellissimo e mi ha lasciato un senso di soddisfazione immensa! E’ stata un’importantissima iniezione di fiducia in me stessa e ora ho moltissimi nuovi imput per continuare.
Inoltre, non scattavo qualcosa di mio da parecchi mesi. Finalmente sono riuscita a sbloccarmi e utilizzare la mia creatività, uscendo dai miei soliti schemi.

Tuttavia, la cosa più importante che tutto ciò mi ha portato è il contatto umano.
Mi sono resa conto che è proprio questo che mi piace da impazzire: avvicinarmi alle persone, creare un contatto, fotografare i loro mondi interiori, imparare qualcosa di nuovo da loro. E’ stata un’esperienza bellissima, e proprio per questo vorrei ringraziare  le persone che si sono messe in gioco per (con) me, rivelandomi una parte di loro.
Ma ancor prima, tutti i miei amici che questa settimana hanno sopportato i miei scleri e i miei mille dubbi dandomi un sacco di consigli!
Prima di tutto, grazie al mio cuginetto (che poi io dico cuginetto..ma in prima media è più alto di me) che mi ha detto subito di sì, dedicandomi un pomeriggio intero. Dev’essere stata una sofferenza, sono stata proprio cattivissima a sottrarlo da un pomeriggio a casa a fare i compiti!
Conoscevo già il mondo interiore di Lidia, che è una delle mie migliori amiche e delle persone a cui voglio più bene, ma non avevo mai avuto l’occasione di rappresentarlo ed è stato molto intimo e importante.
Infine grazie a Marco, che oltre ad avermi raccontato una parte di sé che non conoscevo, non mi ha detto di no e si è prestato alla mia macchina fotografica in pieno centro, anche se si vergognava. (Dai, non ci ha visto nessuno!)
Ci tengo a concludere con le parole che la mamma di Marco ha scritto apposta, facendomi venire i brividi.
Un grazie speciale e sentito.

Vedo bene ad occhi chiusi.
Vedo la terra rossa dell’Africa, dove bambini gonfi di fame hanno un sorriso per tutti. Sorrisi bianchi come la neve che non vedranno mai.
Vedo il cuore della savana, dove l’uomo non ha messo sbarre, e la libertà può avere il prezzo della vita, forse, ma è vita vera, là dove i leoni affidano al vento i loro ruggiti e giraffe silenziose sfiorano il cielo africano.
Graffiano un altro cielo i palazzi di New York, con i loro occhietti di luce a vegliare sulla notte di una città senza buio. Vedo strade sature di gente gonfia di troppo cibo, e vedo il vuoto, la cicatrice lasciata da quelle torri che odio e follia volevano annientare rendendole, invece, eterne, indimenticabili.
Vedo luoghi dove il sole non tramonta mai, vedo mura infinite che sfregiano la terra e oceani che nascondono altri mondi. Mondi segreti.
Ecco il mio altrove.
Un giorno aprirò gli occhi e partirò.

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